26 gennaio, 2008

Fotografia romana dell'800, i "vedutisti" in mostra al Museo di Roma


Aria di novità nella sala fotografica del Museo di Roma. Grazie al periodico turn-over delle immagini, necessario per evitare una lunga esposizione dannosa per le opere, i visitatori possono ora ammirare una serie di "Fotografie romane di veduta ottocentesche", selezionate dalle collezioni dell'Archivio Fotografico Comunale di Roma.

Quello esposto è un nucleo importante della collezione del Museo, una testimonianza degli esordi della fotografia romana che consente di conoscere immagini rare della seconda metà dell'Ottocento. Un viaggio nell'archeologia e nelle vedute più rappresentative della capitale attraverso le opere dei più noti fotografi del XIX secolo e del primo Novecento.

Venti fotografie, alcune con la presenza di modelli in posa, genere molto gradito all'epoca da turisti e pellegrini, utilizzato anche dai pittori. Ad esempio, in "Tratto dell'acquedotto Claudio con modelli in posa" (foto attribuita a Pompeo Molins - albumina, 1868 circa), le grandiose rovine dell'acquedotto Claudio costituiscono lo scenario per un gruppo di personaggi disposti con cura, vestiti secondo la moda del'epoca.

"Piazza Navona con l'antico mercato" (albumina, 1860 ca.) è invece un chiaro esempio di fotografia di genere vedutistico, tanto amata dai cultori del "grand tour". Tommaso Cuccioni, fotografo e mercante di stampe, fu maestro in quest'arte, di cui è esempio quest'opera che ritrae la chiesa di Sant'Agnese in Agone, in posizione dominante rispetto alle bancarelle del mercato di Piazza Navona.

L'Archivio Fotografico del Comune di Roma comprende testimonianze importanti sull'evoluzione dell'arte fotografica a Roma nella seconda metà del XIX secolo, epoca in cui raggiunse alti livelli qualitativi. Fondato nel 1930, raccolse in principio documenti sugli interventi urbanistici nella capitale a partire dal 1870 fino agli sventramenti dell'epoca fascista.

Dopo il trasferimento del Museo di Roma dall'ex Pastificio Pantanella all'attuale sede di Palazzo Braschi, le collezioni si accrebbero notevolmente con nuove acquisizioni sia di singole opere sia di interi fondi. Al suo interno sono conservati circa 23.000 positivi (dal dagherrotipo alle fotoincisioni) e 50.000 negativi su lastra in vetro al collodio, alla gelatina bromuro d'argento e su pellicola piana.

Per saperne di più, vedere le pagine del Museo di Roma.

Nessun commento: