09 dicembre, 2006

PROMEMORIA 9 dicembre 1961 - In Israele, Adolf Eichmann viene riconosciuto colpevole di crimini di guerra


Adolf Eichmann (19 marzo 1906 – 31 maggio 1962) fu un ufficiale di alto rango nella Germania nazista e prestò servizio come SS-Obersturmbannführer nelle SS. Fu largamente responsabile della logistica dello sterminio di milioni di persone durante l'Olocausto, in particolare ebrei, operazione che era chiamata "soluzione finale" (Endlösung). Organizzò l'identificazione e il trasporto delle vittime ai vari campi di concentramento. Per questi motivi ci si riferisce spesso a lui come il 'Capo operazioni' del Terzo Reich.
La fuga in Sud America
Adolf Eichmann, dopo aver ottenuto un passaporto falso a nome Ricardo Klement grazie alla complicità di alcuni ecclesiastici del Vaticano, nel giugno del 1950 salpa alla volta del Sud America con la speranza di lasciarsi il passato alle spalle, ma con il sogno di potere fare un giorno ritorno nella sua amata Germania. Le cose non andarono però come previsto da Eichmann e quello che sarebbe arrivato 10 anni dopo la sua fuga in Argentina era in qualche modo imprevedibile. Nel 1957 infatti, un ebreo ceco di nome Lothar Hermann scoprì che Eichmann si nascondeva a Buenos Aires e lo comunicò al procuratore tedesco Fritz Bauer che passò l'informazione al Mossad; dopo un lungo periodo di preparazione, il servizio segreto israeliano organizzò, nel 1960, un operazione segreta che portò al rapimento del criminale nazista e il suo trasferimento segreto, da un paese come l'Argentina che non prevedeva l'estradizione, fino a Israele per sottoporre Eichmann al processo per i crimini di cui si era reso responsabile durante la guerra.
Il processo
Il processo Eichmann, celebrato nel 1960, a 14 anni da quello di Norimberga e primo processo ad un criminale nazista tenutosi in Israele, fu un momento storico straordinariamente intenso; l'Europa e il mondo si trovarono a rivivere l'inferno dell'Olocausto e della guerra a 15 anni di distanza, le immagini, proiettate nell'aula del tribunale, dei campi di streminio teatro del genocidio fecero ripiombare nell'incubo nazista tanta gente che faticosamente cercava di dimenticare l'orrore. E poi c'era Eichmann. La linea difensiva di Eichmann fu comprensibilmente tutta concentrata nel dipingere alla Corte l'imputato come un impotente burocrate che eseguiva unicamente ordini inappellabili che giungevano dai suoi superiori, negando quindi, ogni diretta responsabilità nella decisione di procedere allo sterminio di milioni di persone. Eichmann stesso offrì di sé un'immagine poco appariscente, quasi sottomessa; negò di odiare gli ebrei e riconobbe soltanto la responsabilità di aver eseguito ordini come qualunque soldato deve fare durante una guerra. La sociologa tedesca ed ebrea Hannah Arendt lo descrisse, con una frase poi passata alla storia, come "l'assoluta banalità del male".
Ed Eichmann fu veramente la dimostrazione di come il male possa non avere nulla di demoniaco e diabolico, ma possa anche presentarsi sotto le umili sembianze di un impiegatuccio zelante e bruttino, senza nessun fascino o carisma, ma solo insignificante e pedante, come emerse nel corso del processo. Sul banco degli imputati infatti non c'era un mostro ma un uomo semplice, modesto e impaurito, incapace di capire l'enormità di quegli stessi eventi a cui aveva partecipato. Eichmann infatti si rivelò incapace di comprendere il significato di quello che il processo realmente rappresentava, non mostrò nessun segno di sincero rimorso e critica verso la folle ideologia razzista del terzo Reich, non comprese mai l'abnormità delle accuse che gli rivolgevano i giudici israeliani e la portata storica degli eventi tragici che funestarono l'Europa nel corso del Novecento, le responsabilità individuali e collettive che la società tedesca e parte della società europea avevano nei confronti degli ebrei, rimanendo sempre fedele alla parte dell'esecutore zelante, senza volontà e coscienza propria; in qualche modo il prototipo del nazista perfetto. Adolf Eichmann fu condannato a morte (caso unico nella storia di Israele) e giustiziato il 31 maggio 1962 nel carcere Ramleh di Tel Aviv.Come da verdetto il cadavere fu cremato e le sue ceneri sparse al vento, a significare l'annientamento totale della persona.

Nessun commento: